Lo sguardo obliquo delle donne

Lo sguardo obliquo delle donne

Segnalazione di

Rita Biancheri

rappresentante degli aderenti fondazione rigel

Descrizione

L’11 febbraio ricorre la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella scienza, istituita nel 2015 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L’UNESCO patrocina l’evento per sottolineare l’importanza della parità di genere nella ricerca. La Fondazione Rigel partecipa con convinzione a questa importante celebrazione annuale.

La Fondazione promuove l’uguaglianza sostanziale della partecipazione femminile nel lavoro, nella società e e nella politica. Questo impegno si estende alla ricerca e a tutti i luoghi decisionali. Celebrare questa giornata non è solo un atto formale: significa richiamare l’apporto fondamentale del pensiero femminista alla conoscenza globale.

Dobbiamo ricordare oggi il lungo cammino verso la conquista dei diritti civili: pensiamo alle nostre madri costituenti e agli ottant’anni del voto alle donne. Questi traguardi storici hanno permesso alle donne di uscire finalmente dalla sfera privata; per troppo tempo la storia le ha ingiustamente relegate in quel perimetro.

Oggi le donne rappresentano la forza trainante nelle scuole e nelle università. Il loro impegno nasce da un amore sincero per il sapere e la giustizia sul quale costruire un futuro più equo per tutte e tutti. Le scienziate, che hanno contribuito significativamente al progresso delle idee umane, lo hanno fatto portando il valore della differenza in ogni disciplina.

Lo hanno fatto con il loro “sguardo obliquo”: quello sguardo ha trasformato la ricerca scientifica in modo radicale perché le donne portano le proprie capacità e visioni da un’esperienza di vita diversa e da un luogo di osservazione differente: non creano certo una scienza diversa, ma ne ampliano il valore euristico e aprono le porte a una nuova epistemologia, offrendo chiavi interpretative originali che prima erano del tutto trascurate. Nella costruzione di modelli di AI, il contributo delle donne è essenziale per evitare che siano connotati da bias di genere.

Il legame tra studi, statistiche di genere e progresso sociale è oggi strettissimo: permettono di superare l’androcentrismo ancora dominante nella nostra società. Metterlo in discussione è il primo passo verso l’equità sostanziale. Questi studi, che offrono il terreno fertile per eliminare gli stereotipi dannosi che hanno costruito storicamente una presenza femminile gerarchicamente inferiore, sono essenziali sia per combattere la violenza verbale esplicita sia per smascherare quella implicita. E sono uno strumento irrinunciabile contro la tragedia dei femminicidi.

Per superare l’androcentrismo nel futuro servono azioni sia concrete (nella toponomastica delle nostre città troppe poche volte ricorre il nome di una donna). sia simboliche. Dobbiamo sostenere i talenti femminili affinché escano finalmente dall’ombra: un passo importante riguarda l’uso di un linguaggio che riconosca la soggettività femminile.  

Valorizzare la presenza delle donne significa arricchire l’intero patrimonio dell’umanità. La Fondazione Rigel lavora per questo obiettivo di civiltà: ogni contributo femminile alla ricerca è nuova energia per il progresso scientifico.

Chiunque può segnalare alla Fondazione eventi, iniziative, azioni, realizzazioni che ritiene coerenti con i valori e gli obiettivi della stessa. Qualora la Fondazione condivida, la segnalazione sarà pubblicata con indicazione della persona che l’ha proposta.

La segnalazione dovrà essere corredata da un commento non superiore a 600 caratteri (spazi compresi) + il relativo link.

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