Stradario aggiornato di tutti i miei baci
Stradario aggiornato di tutti i miei baci
Recensione di
Marco Stancati
Portavoce della fondazione rigel
Descrizione
Ho iniziato a leggere questo romanzo con un pregiudizio, infastidito dalle posizioni ideologiche della Ranieri giornalista. Ho quasi rischiato poi di fermarmi subito, alla dedica “ai gatti ricoverati” perché l’esclusione dei cani malandati mi aveva irritato; ma la successiva dedica al padre, che ho percepito autentica, mi ha indotto ad andare avanti. Per fortuna, perché è un libro particolare che merita di essere letto.
Ho dovuto adattarmi alla “lingua raniera”: spessa, densa di digressioni “a matrioska”, intuizioni, citazioni a diluvio, monsoniche (Kafka su tutte) e una perenne autoanalisi ironica o sarcastica. Lo stile è uno dei punti di forza del libro e ho finito le 684 pagine con interesse, risate e perfino commossa immedesimazione. Ho fatto circa quaranta “orecchie” al libro per ritornare su alcuni passaggi, testimonianza di una lettura che offre spunti di riflessione.
Il romanzo, che avrebbe potuto intitolarsi per ammissione della stessa autrice “AMORI A OBSOLESCENZA PROGRAMMATA”, è un meticoloso diario-inventario di innamoramenti, copule, amorazzi e Amori con la maiuscola. Copre il periodo dalla “mattanza” giovanile (trascorso con “canaglie e squartatori di psichi”) fino alla soglia dei 40 anni, dove la protagonista è diventata “cintura nera di rottura programmata di legami”. Il romanzo, dove non mancano sia filippiche vibranti contro medici, burocrazia e la qualunque sia digressioni sulla passione per i profumi, si chiude mentre la protagonista bascula tra due forse-amori, “A col punto” e “C col punto”.
In conclusione, credo che il libro vada letto per la ginnastica mentale ed emozionale imposta dalla protagonista, una “armatissima corazzata fragile,” che cerca un amore che misceli al meglio ethos, pathos, logos ed eros. Nonostante l’autoanalisi in alcuni momenti (pochi per fortuna) risulti contorta più che speculativa, il libro si legge bene: il merito maggiore è la “lingua raniera”, davvero un antidoto contro l’impoverimento lessicale e il degrado del pensiero.
La recensione completa la trovate su “Il passaparola dei libri”: LINK
Il libro è acquistabile anche qui: LINK
Chiunque può segnalare alla Fondazione eventi, iniziative, azioni, realizzazioni che ritiene coerenti con i valori e gli obiettivi della stessa. Qualora la Fondazione condivida, la segnalazione sarà pubblicata con indicazione della persona che l’ha proposta.
La segnalazione dovrà essere corredata da un commento non superiore a 600 caratteri (spazi compresi) + il relativo link.
Accedi a contenuti esclusivi
Scopri le altre news
Segnalazioni
Segnalazioni
Segnalazioni
Recensioni
Recensioni
Recensioni
Segnalazioni
Recensioni
Recensioni