Il premio Contessa Emilia 2026 ad Antonella Ninci
Il premio Contessa Emilia 2026 ad Antonella Ninci
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Nome e Cognome
Ruolo
Descrizione
Il “Premio Contessa Emilia”, giunto nel 2026 alla sua quinta edizione, rappresenta per la città di Empoli un appuntamento per celebrare il contributo femminile alla crescita della comunità. Il riconoscimento trae la sua origine e il suo nome da una figura storica di alto valore simbolico: la “Contessa Emilia”, nobildonna che nel Medioevo consentì il primo sviluppo del borgo di Empoli. Per la comunità empolese, la Contessa Emilia incarna l’attenzione al bene comune e il senso di responsabilità verso la collettività, ponendosi come un modello di riferimento per le generazioni future.
I MECCANISMI E L’ASSEGNAZIONE DEL PREMIO
Il premio è configurato come un “contest non competitivo” promosso dalla Commissione Pari Opportunità (CPO) del Comune di Empoli, in stretta collaborazione con l’Amministrazione comunale. L’obiettivo principale è valorizzare le azioni di figure femminili, sia del passato che del presente, che si siano distinte per l’impegno verso la cittadinanza.
Il regolamento prevede la premiazione di due figure distinte: “Donna del passato” e “Donna del presente. Il meccanismo di partecipazione è aperto: ogni cittadino, cittadina o organizzazione del terzo settore può candidare fino a due donne per categoria. La valutazione si basa su storie rappresentative che testimoniano umiltà, umanità, coraggio, dedizione al lavoro e, in particolare, azioni volte al contrasto della violenza di genere e delle disuguaglianze. Oltre alle due categorie principali, la Commissione ha la facoltà di assegnare una “menzione d’onore” a una donna che si sia distinta per azioni di straordinario valore durante l’ultimo anno.
LA CERIMONIA E LE PREMIATE
La cerimonia di premiazione si è svolta l’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, presso il Cenacolo degli Agostiniani, accompagnata dalle note della violoncellista Iuliia Igoshkina. Le vincitrici dell’edizione sono state Rina Chiarini e Antonella Ninci: menzione speciale a Gina Palandri.
Rina Chiarini (Donna del passato), conosciuta con il nome di battaglia “Clara”, è stata una partigiana insignita della medaglia d’argento al valor militare e della Stella d’oro al valore partigiano. Questa la motivazione del premio: È stata premiata per il coraggio, la determinazione e il profondo senso di giustizia dimostrati durante la Resistenza antifascista, rischiando la propria vita per la libertà e i diritti collettivi. La sua figura continua a ispirare le nuove generazioni ai valori democratici e della convivenza civile. Il premio è stato ritirato dal nipote Valerio Chiarini.
Antonella Ninci (Donna del presente) è stata scelta come vincitrice per l’impatto professionale e sociale della sua azione nel mondo del lavoro contemporaneo come sottolineato dalla motivazione: Il premio le è stato assegnato per l’elevato valore professionale e l’impegno costante a tutela della dignità della persona nel lavoro. Le sue iniziative hanno prodotto benefici tangibili nel rafforzamento delle pari opportunità, nel contrasto alle discriminazioni di genere e nella promozione di ambienti di lavoro più equi e sicuri.
A Gina Palandri la Menzione d’onore con questa motivazione: Il riconoscimento le è stato conferito per l’alto valore sociale e umano del suo impegno a favore delle persone anziane. Attraverso iniziative solidali, ha saputo offrire sostegno concreto alle fasce fragili, contrastando la solitudine e promuovendo l’inclusione senza alcuna discriminazione.
IL COMMENTO DELLA NOSTRA PRESIDENTE
Nel ricevere il premio (una spilla in cameo rosso) dal sindaco Alessio Mantelassi, Antonella Ninci ha rilasciato una dichiarazione carica di significato istituzionale e personale:
“Ricevere il Premio Contessa Emilia nella città in cui sono nata e cresciuta rappresenta per me un riconoscimento di grande valore e un motivo di profonda emozione.
Questo premio, che la città di Empoli dedica alle donne che con il loro impegno hanno contribuito alla crescita civile e culturale della comunità, richiama una tradizione che affonda le sue radici nella storia della città e nella figura della Contessa Emilia, simbolo di attenzione al bene comune e di responsabilità verso la comunità.
Per questo lo considero non soltanto un riconoscimento personale, ma anche un segno di fiducia e di incoraggiamento a proseguire un impegno che riguarda la vita delle istituzioni e della società, a continuare a lavorare perché la cultura delle pari opportunità, del rispetto e della dignità delle persone diventi sempre più parte integrante delle nostre istituzioni, del mondo del lavoro e della vita delle comunità»
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